le elezioni

Unione italiana, Tremul: «Dobbiamo ripensare il nostro essere minoranza»

di Mauro Manzin

Il neoeletto presidente apre al dialogo. L’affluenza alle urne si è fermata al 17%. Corva alla guida della giunta: «Penso a risolvere i problemi, non a chi li ha creati»

FIUME Dalle urne di domenica è uscito il nuovo volto dell’Unione Italiana (UI). L’organo rappresentativo della minoranza in Slovenia e Croazia ha eletto alla presidenza Maurizio Tremul (unico candidato) mentre la guida della Giunta esecutiva è andata a Marin Corva, che ha avuto la meglio con il 60% dei voti sul suo avversario Sandro Damiani che si è fermato al 39%. Dalle urne è uscita anche la composizione della nuova Assemblea.

Ma il dato più preoccupante è la scarsissima affluenza ai seggi attestatasi al 17% con picchi negativi che a Pola hanno toccato il 3%. «Sbagliato il periodo delle elezioni, troppa litigiosità interna e le nuove norme europee sulla privacy che in Croazia non hanno permesso di spedire gli inviti al voto ai connazionali», spiega così il neo presidente Maurizio Tremul le ragioni del disinteresse alle urne. Parlando del futuro dell’UI, Tremul dice di temere il forte vento nazionalista che sta soffiando da Zagabria, con il referendum che mina a depotenziare il Parlamento e diminuire i seggi garantiti alle minoranze del Paese violando di fatto la stessa Costituzione della Croazia.

Ma la vera sfida sarà quella del «ripensare il nostro essere minoranza», spiega Tremul. «Occorrerà trovare il modo migliore per essere minoranza nei prossimi decenni e si dovrà farlo con un approccio inclusivo, mediante un confronto serio e serrato basato su valori e principi e non sulle persone». Chiara, dunque, la volontà di superare le lotte intestine che hanno fin qui caratterizzato negli ultimi mesi la vita interna dell’UI.

Bisognerà anche ripensare, secondo il Tremul pensiero, il confronto con la Regione Friuli Venezia Giulia «per recuperare i valori del rapporto con la nazione madre degli italiani di Slovenia e Croazia, per rafforzare l’italianità». Tradotto dal diplomatichese di Tremul: magari riscrivere le formule del finanziamento che tante polemiche hanno suscitato proprio in seno all’Unione degli ultimi mesi.

Più concreto sul tema il neo presidente della Giunta esecutiva Marin Corva (cui, accanto a Tremul, arrivano le congratulazioni dalla senatrice del Pd Tatjana Rojć), il quale si pone come primo imperativo il fare arrivare gli aiuti finanziari che ancora latitano e fare in modo che la cosa non si ripeta nel 2019. «Non mi importa parlare di colpe o di colpevoli - spiega Corva - io penso a trovare le soluzioni e questo sarà un compito che dovremo fare tutti assieme». «Lo ripeto - ribadisce - io punto alle soluzioni non perdo tempo a cercare chi è il colpevole dei problemi da risolvere».

L’ultimo punto che Tremul si sente di rimarcare l’indomani dell’elezione è il fatto che la minoranza italiana, che l’Unione Italiana che è apartitica «deve comunque tornare a fare politica e non solo come UI, ma anche come Comunità nazionale italiana». In altre parole, è fondamentale far sentire la propria voce anche al Parlamento di Lubiana e al Sabor di Zagabria per “certificare” i propri valori e i propri principi.

Sandro Damiani si può parzialmente consolare per aver vinto in quattro grandi comunità come Pola, Rovigno, Capodistria e Parenzo. Per quanto riguarda la composizione della nuova assemblea dell’UI, va detto che oltre la metà dei consiglieri era già nota in partenza, visto che in numerose comunità la lista dei candidati era bloccata: non c’era insomma possibilità di scelta. —