unione europea

Strappo diplomatico a Spalato, Vienna esce dall’Ince

di Marco Di Blas

Il ministero degli Esteri austriaco: la struttura dell’organizzazione non è più adatta alle sfide dell’Europa di oggi

VIENNA. L’Austria ha deciso di uscire dall’Ince, l’Iniziativa centroeuropea che riunisce 18 Paesi dell’area e la cui Segreteria generale ha sede a Trieste. La notizia era trapelata in occasione della riunione dei ministri degli Esteri di questa organizzazione, tenutasi lunedì a Spalato, toccando alla Croazia la presidenza annuale di turno. L’Italia era rappresentata dal ministro Enzo Moavero, alla sua prima missione all’estero in questa sua nuova veste.

Il tema scelto per il vertice dal Paese ospitante era “Perspectives of tomorrow”. Ma ci sarà un “tomorrow” per l’Ince, se uno dei soci fondatori se ne va? La notizia bisbigliata lunedì a Spalato è stata confermata ieri a Vienna dal portavoce della ministra degli Esteri, Karin Kneissel. L’Ince era stata costituita nel 1989, poco dopo la caduta del muro di Berlino, con l’obiettivo di promuovere la coesione e il consolidamento dei Paesi ex comunisti del Centro Europa, dalla Polonia in giù, che allora erano ancora ben lontani dal diventare membri dell’Unione Europea. Al momento della fondazione vi partecipavano soltanto Italia, Austria, Ungheria e Jugoslavia. Gli altri si erano aggiunti strada facendo. Fin dall’inizio era scontato che Italia e Austria avrebbero avuto un ruolo guida: l’Italia, per la sua dimensione geopolitica; l’Austria, per il suo ruolo storico di riferimento per tutti i Paesi dell’area danubiana. Non è un caso che proprio dall’Austria fossero venuti i maggiori investimenti in questa “nuova Europa” affacciatasi all’economia di mercato, dopo anni di comunismo.

È chiaro, dunque, che l’uscita di scena dell’Austria non sarà senza conseguenze per il futuro dell’Ince. Un’ulteriore partecipazione dell’Austria – si è fatto sapere dal ministero degli Esteri – non sarebbe stata proficua. «La struttura di questa organizzazione» non sarebbe più «adatta, com’era in origine, a rispondere alle sfide dell’Europa di oggi». L’integrazione del sud-est europeo sarebbe meglio favorita direttamente dalle strutture dell’Ue. Certamente in questa scelta di rottura dell’Austria conta il cambio di passo che le è stato imposto dal nuovo governo di centrodestra. Anche l’Italia ha un nuovo governo, che però non è sulla stessa linea di quello austriaco.

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