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Regione Fvg, si accende il valzer delle consultazioni

di Marco Ballico

Da mercoledì Fedriga riceverà i partiti uno a uno. L’obiettivo non rinviabile è quello di arrivare venerdì all’annuncio della giunta

TRIESTE. Non saranno le consultazioni del Colle, ma da oggi, 16 maggio, Massimiliano Fedriga chiederà ai singoli partiti della coalizione di condividere il percorso verso la giunta. Il centrodestra si è ritrovato martedì nel palazzo della Regione a Trieste, ma si è trattato solo di un primo passo politico verso l’accordo. Nulla di definitivo, se non una sorta di fumata nera, è filtrato durante un incontro iniziato alle nove di sera e proseguito fino a tarda ora.

Massimiliano Fedriga


I nodi rimangono quelli noti. Si va dalla consueta necessità di ogni giunta regionale di rispettare l’equilibrio territoriale, quello di genere – servono tre donne su dieci assessori – e la rappresentanza delle liste che hanno partecipato al voto. Sulla lavagna c’è però anche scritto, così ha voluto Fedriga, che chi entrerà nell’esecutivo non potrà essere consigliere regionale. Se eletto, si dovrà perciò dimettere. Tra oggi e venerdì, giorno in cui il presidente ha annunciato la presentazione della squadra, si riempiranno le caselle.

Prima seduta del Consiglio regionale Fvg&nbsp;convocata il 22<br type="_moz" />

Quelle di ieri sera, è appunto trapelato dal tavolo con le cinque espressioni del centrodestra, sono state solo schermaglie. Una riunione generale, senz’altro interlocutoria, anticamera di quanto accadrà nelle prossime ore, quando si dovrà entrare definitamente nel merito degli accoppiamenti tra persone e deleghe, con le novità volute dal neogovernatore delle competenza alla disabilità e all’agroalimentare e il conseguente spacchettamento dell’organigramma esistente in Regione. Da oggi Fedriga incontrerà quindi ciascun partito raccogliendo le proposte e cercando poi di fare sintesi tra i nomi indicati e quelli di sua competenza, uno o due uomini o donne del presidente che possono marcare la legislatura.

Il lavoro è complesso visti gli incastri da concretizzare e gli appetiti di chi è andato alla grande come la Lega, di chi si è difeso meglio del previsto come Forza Italia, del sorprendente Progetto Fvg per una Regione speciale, di Fratelli d’Italia, che ha ottenuto un risultato secondo le previsioni, e dei più delusi, Autonomia responsabile.

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Restano, per adesso, i punti di partenza. E dunque Riccardo Riccardi vicepresidente con la delega pesante delle Infrastrutture, che significa terza corsia della A4, aeroporto, trasporto pubblico locale, con l’aggiunta possibile della Protezione civile. E gli altri considerati certi. A partire dai leghisti: l’ex vicesindaco di Trieste Pierpaolo Roberti, amico di lunga data di Fedriga, che dovrebbe gestire enti locali e sicurezza, la consigliera regionale uscente Barbara Zilli, che si dovrebbe occupare di montagna, Stefano Zannier, il più votato a Pordenone, e Graziano Pizzimenti, ex sindaco di Marano che pare aver scalato le posizioni negli ultimi giorni.

Sul fronte di Fi c’è l’ambizione di portare a casa, oltre a quello di Riccardi, un altro assessorato (sembra che Sanda Savino, la coordinatrice, non ne faccia una questione triestina e possa finire con il proporre una donna del pordenonese), e pure la presidenza del Consiglio da affidare a Ettore Romoli.

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Un “pacchetto” eccessivo secondo alcuni. Fratelli d’Italia, in particolare, avrebbe alzato la mano per rilevarlo e, fermo restando l’assessorato certo per Fabio Scoccimarro, a cultura e sport, avrebbe aperto un ragionamento su presidenza dell’aula e delle commissioni.

Pure Progetto Fvg punta al massimo possibile: due assessorati. Sergio Bini ha il posto blindato (alle Attività produttive si dice da giorni), in corsa anche Attilio Vuga, ex sindaco di Cividale. Resta Ar, che ha il problema di una distanza interna tra chi ha lavorato per la civica fin dalla prima ora e chi è subentrato a ridosso delle elezioni, Alessandro Colautti e Paride Cargnelutti. Ieri a Trieste l’unico eletto Giuseppe Sibau è stato visto assieme a Mauro Di Bert di Progetto, ma Giulia Manzan, segretaria regionale di Ar, assicura di non credere a una “fuga” del consigliere delle Valli del Natisone.

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