la gaffe

Il cancelliere austriaco: «Il Kosovo è della Serbia»

di Stefano Giantin

Lo ha affermato in un’intervista al quotidiano belgradese Politika. Il premier, che è il leader della ultradestra Fpö , è stato smentito dal ministro degli Esteri

BELGRADO. Il Kosovo? Parte integrante della Serbia e fu un grave errore riconoscerne l’indipendenza, dieci anni fa. E il nord, a maggioranza serba? Un’area che, nel quadro attuale, avrebbe il diritto a un’ampia autonomia, se non all’autodeterminazione. Non sono le posizioni della classe politica al potere a Belgrado, né quelle di un’ampia parte della popolazione del Paese balcanico. Ma quelle – che hanno sollevato un polverone – del vice Cancelliere austriaco, Heinz-Christian Strache, leader dell’ultradestra dell’Fpö. Strache che è intervenuto sul nodo Kosovo attraverso un’intervista al quotidiano belgradese “Politika”, pubblicata prima di una visita ufficiale in Serbia, in agenda lunedì 12 febbraio.

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Intervista dove ha detto di ritenere il Kosovo «indubbiamente una parte della Serbia» e ricordato di aver ai tempi «criticato con vigore» il riconoscimento austriaco, che però oggi «è un fatto e non si può più cambiare». Ma qualcosa si potrebbe cambiare, sul terreno, ha poi suggerito il vice Cancelliere. «Il diritto all’autodeterminazione o all’autonomia» in stile Sudtirolo sarebbero «certamente desiderabili» per il nord del Kosovo, aggiungendo però che, anche su questo fronte, si tratta di auspici difficilmente realizzabili.

Parole che hanno scatenato una tempesta su Strache, criticato in patria da esponenti dell’Spö e dai liberali, smentito dall’ambasciata austriaca in Kosovo, che ha assicurato che «non ci sono cambiamenti» nella politica di Vienna, dalla ministra degli Esteri, Kneissl, che ha detto che l’indipendenza è «irreversibile». E attaccato persino da un deputato tedesco della Csu, che si è augurato le sue dimissioni e lo ha definito «cavallo di Troia di Putin».

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Ma ad andare su tutte le furie è stata soprattutto Pristina, dove il ministro degli Esteri, Behgjet Pacolli, ha accusato Strache di minare i progressi nel dialogo Serbia-Kosovo e avvertito che ogni iniziativa di autonomia per il nord del Kosovo potrebbe «aprire il vaso di Pandora» e creare «situazioni che possono sfociare in un bagno di sangue».

Levata di scudi che ha spinto Strache a fare una mini-marcia indietro, senza convincere. Dopo una prima smentita, ieri a Belgrado il vice Cancelliere ha ammesso che è «un fatto e una realtà che il Kosovo sia indipendente e che l’Austria lo abbia riconosciuto».

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Ma, ha poi aggiunto che è una realtà anche la risoluzione Onu 1244. Che recita appunto che il Kosovo è parte della Serbia. Strache non è nuovo a simili polemiche. A ottobre, aveva osservato che la comunità internazionale dovrebbe smetterla di imporre alla Bosnia una unità artificiale. Consentendo a chi la abita il diritto all’autodeterminazione.