elezioni

Presidenziali slovene, si vota il 22 ottobre

di Mauro Manzin

Il super favorito è il capo dello Stato in carica Borut Pahor. Per ora l’unica candidatura concreta che potrebbe insidiare la riconferma dell’uscente è quella di Ljudmila Novak

LUBIANA. La Slovenia andrà alle urne per eleggere il nuovo presidente della Repubblica il prossimo 22 ottobre. Ieri, infatti, il presidente del Parlamento Milan Brglez ha sottoscritto ufficialmente l’atto di convocazione dei seggi elettorali nei saloni della Narodna galerija di Lubiana.

Il mandato del capo dello Stato uscente, Borut Pahor (eletto il 23 dicembre del 2012) scadrà a fine anno. Dal 21 agosto prossimo inizieranno tutte le procedure necessarie per depositare le candidature.

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Candidature che però hanno già fatto il loro ingresso sul palcoscenico politico della Slovenia. Borut Pahor, forte anche dell’ottima considerazione che gode nell’elettorato dopo 5 anni di presidenza, ha deciso di ricandidarsi.

Lui che ha fatto della sua carica istituzionale una sorta di impegno da condividere con la gente sembra, a questo punto, praticamente imbattibile, anche perché all’orizzonte si intravede solo qualche possibilità di condurre il capo dello Stato uscente al ballottaggio, privandolo così del trionfo già al primo turno.

Vero è che la carica di presidente della Repubblica in Slovenia è puramente istituzionale e dà, a chi la ricopre, scarso potere politico, ma rappresenta pur sempre un gradino ambito da parte dei partiti politici che vorrebbero vedervi insediato un proprio fedelissimo.

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Pahor,lo ricordiamo, è già stato in passato anche premier della Slovenia guidando lui, socialdemocratico, una coalizione di centrosinistra.

L’unico avversario degno di nota che, a oggi, ha presentato la propria candidatura è la leader del partito di centrodestra Nuova Slovenia (Nsi), Ljudmila Novak. Astro emergente nel panorama conservatore (cattolico) del Paese è riuscita, negli ultimi sondaggi, a risollevare ele sorti del suo partito portandolo ben oltre la fatidica soglia di sbarramento del 4% per entrare in Parlamento. Molto conosciuta fra la gente potrebbe essere la vera sorpresa di questa tornata elettorale.

Anche perché il principale partito di opposizione, quello democratico (Sds) di Janez Janša non ha ancora presentato un proprio candidato. Nei corridoi del Parlamento, qui a Lubiana, si sussurra il nome dell’eurodeputata Romana Tomc.

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Candidatura debole, spiegano gli analisti sloveni, poco conosciuta e scarsamente carismatica verrebbe facilmente scavalcata da Novak che riuscirebbe sicuramente a far confluire sul suo nome il suffragio di centrodestra. E non dimentichiamo che gli ultimi sondaggi hanno confermato il predominio proprio di quella Sds che ancora tentenna sul nome da spingere nell’agone del confronto elettorale.

Tra coloro che sono sospesi anche la Smc. formazione del premier in carica Miro Cerar da tempo però in crisi di popolarità costantemente, negli ultimi mesi, sopravvanzata proprio dalla Sds nei sondaggi. Anche qui si vocifera un nome che è quello dell’attuale presidente del Parlamento Milan Brglez, il quale però, a detta degli analisti, non riuscirebbe a sconfiggere Pahor.

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E c’è poi, in questa candidatura, un doppio rischio per Cerar. Se Brglez dovesse ricevere pochi voti la Smc potrebbe subire un ulteriore contraccolpo di consensi a livello politico, e se ne dovesse ricevere molti oscurerebbe la leadership dello stesso Cerar. Quindi, l’alternativa potrebbe essere quella di far convergere i voti della Smc su Pahor.

La partita è tutta qui. Gli altri candidati più che sperare a un’elezione cercano, candidandosi, di promuovere la propria funzione istituzionale politica o di altro genere. Tra questi c’è l’ambasciatore della Slovenia in Macedonia Milan Jazbec, il sindaco di Kranj Marjan Šarec, l’attore Andrej Rozman-Roza e Angelca Likovič del partito God.

Dopo Ferragosto, dunque, inizieranno “i giochi” nei quali tutti cercheranno di dare fastidio al super favorito Pahor. E una vittoria, come detto, sarebbe già quella di portare il presidente uscente al ballottaggio. Potrebbe farlo solo il centrodestra se troverà l’unità su una candidatura forte, nel qual caso la partita diventerebbe interessante.

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