REGIONE

A Grado nasce la società Terme Fvg

di Antonio Boemo

Una Srl regionale per la gestione di tutti gli impianti con connessione all’Ospizio. Intanto la Git s’è aggiudicata il sito di Arta

GRADO. Una società regionale per la gestione degli impianti termali del Friuli Venezia Giulia con connessione diretta anche con l’Ospizio Marino. Si chiamerà “Terme FVG s.r.l.” (società per la gestione dei servizi termali) e avrà sede a Grado.

Il profilo. Della società, la cui costituzione è piuttosto imminente, dovrebbero far parte tre realtà legate soprattutto ad aspetti sanitari e la Git di Grado, che sarà socio di minoranza con al massimo il 40% delle quote. La società avrà un capitale di 100mila euro diviso in 100 quote. Nel frattempo la Git, in attesa del subentro della nuova società in fase di costituzione, s’è aggiudicata (ma non c’è stata ancora la firma) la gestione per 9 anni, rinnovabile per altri 9, delle Terme di Arta per un canone d’affitto annuo di 25mila euro.

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La conferma del presidente della Git. Parla Alessandro Lovato, mentre per la società regionale mantiene il momentaneo silenzio circa i nomi dei partner della Git. «Stiamo lavorando per una nuova società - dice - perché riteniamo che sia la soluzione migliore, ma con la premessa di alcuni punti fermi. In una regione piccola come la nostra ha sicuramente senso che l’aspetto termale venga concentrato in quanto molti costi generali comuni vengono così diluiti». Lovato aggiunge che è intenzione della Git compartecipare alla nuova società con partner che abbiano forte esperienza in campo sanitario. Alla costituenda S.r.l. regionale - ma, ripetiamo, non c’è ancora alcuna conferma ufficiale - dovrebbero far parte una società di Trieste e un paio di società friulane, probabilmente dell’Udinese.

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Fronte comune. Si sta dunque lavorando per conglobare tutte le realtà termali del Friuli Venezia Giulia. Di Grado si sa. La Regione pare abbia deciso in modo ufficiale - dopo le pressioni che anche il Comune ha fatto in tal senso - che le attuali e vetuste Terme vadano rifatte. Ristrutturate queste, realizzato il nuovo edificio destinato al wellness (complessivamente la Regione ha disponibili circa 30 milioni di euro) e con una sintonia collaborativa con l’Ospizio Marino, Grado potrebbe diventare, com’è stata definita, l’«Isola del Benessere».

Quanto ad Arta Terme, dove la struttura è bella e aggiornata, la riapertura, anticipa Lovato, dovrebbe avvenire prima di Pasqua con l’impiego perlopiù del personale occupato già in precedenza. Fermo restando l’intenzione di ampliare l’impianto di Arta innalzandolo di un piano e realizzando una piscina esterna, si punta a istituire un settore specializzato per le terapie del sonno. Rimane la questione delle Terme di Monfalcone (è anche la Regione che spinge sicuramente in questo senso di globalità e concentrazione del servizio in un unico soggetto). «Pur avendole visitate in forma privata, devo dire che non conosco a fondo questa realtà - afferma Lovato -. La logica vedrebbe anche l’inserimento di queste terme come gestione della società unica ma, considerata la vicinanza con Grado, occorre una netta diversificazione della mission delle singole unità per evitare doppioni che sono uno sperpero».  @anboemo