Soffoca con una caramella bimbo salvato da due nonni

di Tiziana Carpinelli

Disavventura per un maschietto di tre anni che stava giocando al parco Unicef Una coppia di coniugi scongiura il peggio coordinandosi al telefono con il 118

Ha rischiato di soffocare per una caramella. Un innocuo zuccherino che però, finito di traverso nella trachea, gli ha ostruito le vie respiratorie, impedendogli di respirare e mandandolo all’ospedale. È la disavventura occorsa a un bimbo di una manciata d’anni mercoledì sera a Monfalcone, nel centralissimo - e da poco riqualificato - giardino Unicef di piazza Unità d’Italia. Lì il piccolo era giunto con la zia e un’altra ragazza e, verso le 19, se ne stava a giocare assieme ad altri coeatanei, divisi tra altalene e dondoli.

Poco distante, tra panchina e muretto, si trovava invece una coppia di nonni, Giuseppe Castiello, 58 anni, ex operaio in cantiere, e Rita Imparato, 57enne casalinga, entrambi di origine campana, ma ormai da 14 anni trapiantati in città. La coppia stava attendendo, sotto le fronde degli alberi, l’arrivo della nipotina con la mamma, quando a un certo punto, proprio buttando l’occhio sui bambini, il pensionato ha incrociato il volto cianotico di un maschietto sui tre anni. Intuendo che qualcosa di orribile si stava innescando al parco Unicef, l’uomo ha subito chiesto alla compagna di giochi del bimbo cosa fosse accaduto. «La piccola - riferisce Castiello - ha risposto che il bambino aveva appena ingerito una caramella di quelle dure, alla frutta. E la caramella, con tutta probabilità, lo stava soffocando». La moglie allora non ha esitato e memore di una recente puntata di “Medicina33” ha suggerito al marito di intraprendere la manovra di Heimlich, una tecnica di pronto soccorso che consente di disostruire le vie aeree.

«Non so come ha fatto - prosegue il pensionato -, ma davanti a un capanello di persone pietrificate, la consorte ha preso il bambino, se lo è stesso sulle ginocchia a faccia in giù e ha iniziato a impartire colpi secchi tra le scapole, per far uscire il boccone». Vedendo che non stava accadendo nulla e che il bambino non reagiva positivamente, Rita Imparato ha intimato al marito di rivolgersi al 118, che via telefono ha impartito le ulteriori, corrette operazioni da eseguire. La donna ha quindi girato il bambino e premuto sullo sterno, sempre su indicazione sanitaria, per fargli sputar fuori la caramella. Proprio questa mossa è servita a farlo in parte rigurgitare, consentendo al piccolo - scoppiato in un pianto - di uscire dall’anossia (mancanza di ossigeno) e rimanere cosciente. E mentre la coppia continuava a svolgere alla lettera le indicazioni del centralino del 118, tre minuti dopo è giunta l’ambulanza, che ha preso in carico il piccolo.

«Ci è stato riferito poi - così Castiello - che il medico, con l’ausilio di una pinza, è riuscito a rimuovere la caramella, e che il bimbo alle 21.30 ha fatto rientro a casa. Abbiamo inoltre appreso che la mamma del piccolo, probabilmente originario, come la zia e l’altra ragazza, dell’Est, dato che non si esprimevano bene, ci ha cercato in piazza per ringraziarci. Anche se non l’abbiamo incontrata, ci ha fatto piacere». «Non è stato facile - conclude l’ex operaio -, ma credo che mia moglie se la sia cavata alla grande e abbia saputo perfettamente svolgere quella manovra che, insieme, avevamo visto alla tivù, su “Medicina33”. Abbiamo pensato che al posto di quel bambino avrebbe potuto esserci la nostra nipotina...Tutti, al parco, se ne stavano impietriti. C’era chi disperava che il bambino si potesse salvare: sono stati attimi veramente brutti, ma per fortuna è andata bene».

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