Parigi, attentato Isis contro la polizia. Fermati tre familiari del terrorista

di Annalisa D'Aprile

Un assalitore armato di kalashnikov ha aggredito tre poliziotti sugli Champs-Elysees, uno è morto, due sarebbero feriti gravemente. Identificato l'attentatore ucciso: si chiama Karim Cheurfi, trovato un messaggio di sostegno all'Isis sul cadavere. Si cerca un complice arrivato dal Belgio, ma il Paese smentisce legami con l'attacco in Francia

Parigi, sparatoria sugli Champs Elysées: le immagini dall'alto

PARIGI. Due giorni fa l'avvertimento. Poi giovedì sera, 20 aprile, a tre giorni dal primo turno, il terrorismo ha fatto irruzione nelle elezioni presidenziali francesi. Un francese, Karim Cheurfi, ha ucciso con un kalashnikov un poliziotto sugli Champs-Elysees e ne ha feriti altri due. Poi si è dato alla fuga, ma è stato ucciso dopo pochi metri. Prima di mezzanotte, la rivendicazione dell'Isis. Un messaggio di sostegno all’Isis è stato trovato vicino al cadavere delll’autore. Sono stati fermati tre familiari dell'autore dell'attacco durante i blitz notturni nei sobborghi di Parigi. Fonti giudiziari hanno confermato che i tre sono stati interrogati dall'antiterrorismo.

La ricostruzione dell'attentato di Parigi

L’autore dell’attacco si chiamava Karim Cheurfi, un cittadino francese 39enne di Livry-Gargan (Seinte-Saint-Denis). Aveva molti precedenti di criminalità comune, una ventina dal 1996, ma solo a febbraio aveva iniziato a indagare su di lui l’antiterrorismo dopo che aveva minacciato di morte alcuni membri delle forze dell’ordine. Cheurfi era anche stato fermato, ma rilasciato per mancanza di prove. Lo riferisce Le Monde, citando fonti vicine alle indagini.

Champs-Élysées, attimi successivi all'attacco: corpo a terra vicino ai poliziotti

Cheurfi era uscito dal carcere nel 2015 dove era finito per aver tentato di uccidere tre uomini, nel 2001 a Roissy-en-Brie: era in libertà vigilata ma non rispettava i termini imposti dal giudice. Dalle perquisizioni nella sua abitazione, nell’area di Seine-et-Marne, sono stati trovati elementi di radicalizzazione. L’uomo non era segnalato come fiche S, ovvero la schedatura che individua le persone potenzialmente pericolose per lo Stato francese.

Si cerca un presunto complice arrivato dal Belgio. L'uomo è stato segnalato alle autorità francesi dal Belgio e si è presentato spontanemante al commissariato di polizia di Anversa: si chiama Youssouf el Osri e non c'entra nulla con l'attacco. Inoltre, la procura federale belga, responsabile per le inchieste anti-terrorismo, «attualmente non c’è nessun legame tra l’attacco di Parigi e il nostro paese» il ministro dell’Interno belga, Jan Jambon. scrive su Twitter 

Parigi, attacco agli Champs Elysées: l'auto dell'attentatore perquisita dalla scientifica

A Parigi, il killer - come confermato dal procuratore Francois Molins - è stato identificato e la sua abitazione in banlieue di Parigi già perquisita. Si chiamava Karim C., era schedato dalla polizia, radicalizzato, con pesanti precedenti: già 15 anni fa era stato condannato per tentato omicidio di un agente, quindi per aver assalito una guardia in carcere. Era nato nella periferia di Parigi.

Parigi, attacco Champs-Elysées: la caccia all'uomo

Il momento dell'attacco, 20 aprile.  Erano passati pochi minuti dalle 21 e gli 11 candidati alle presidenziali di domenica erano impegnati da un'ora nell'ultima performance in diretta tv su France 2 quando diverse raffiche di armi automatiche hanno seminato il terrore sugli Champs-Elysees, all'altezza del civico 102, in prossimità dei grandi magazzini britannici "Marks & Spencer".

Attacco sugli Champs Élysées, le persone si nascondono in un bar

Un uomo è sceso da un'Audi 80 grigia, si è avvicinato ad un furgone parcheggiato con alcuni poliziotti all'interno - agenti della stradale e della municipale - e ha fatto fuoco con un kalashnikov. Un agente è stato ucciso sul colpo, altri due feriti, una passante - una turista straniera - colpita da schegge. L'assalitore si è dato alla fuga, a piedi, abbandonando l'auto. Dopo pochi metri, è stato abbattuto da altri colleghi degli agenti aggrediti, che stavano pattugliando la strada. Testimoni hanno parlato di «una vera e propria esecuzione».

Parigi, attacco sugli Champs-Élysées: la reazione dei poliziotti all'attacco

Gli agenti sono a caccia di un secondo aggressore, secondo alcune fonti, mentre altre riferiscono di semplici operazioni di bonifica. Sono visibili cecchini sui tetti, mentre un paio di elicotteri volteggiano a bassa quota. L'uomo ucciso era armato di un AK-47 Kalashnikov e sarebbe un profilo già conosciuto dagli 007.

Parigi: la polizia sgombera gli Champs Elysèes

L'obiettivo era la polizia. Sul posto sono intervenuti i corpi speciali della polizia Bis. I colpi sono stati sparati intorno alle 21 al numero 104 degli Champs Elysees, davanti a un negozio britannico "Marks & Spencer". Anche la rete Bfmtv sostiene che testimoni riferiscono di due aggressori. Le indagini sono in mano alle forze anti-terrorismo. Secondo il portavoce del ministero degli Interni francese Pierre-Henry Brandet l'obiettivo dell'attacco era proprio la polizia: appena sceso da un'auto l'attentatore avrebbe aperto il fuoco proprio contro il furgone degli agenti. "L'assalitore ha poi cercato di fuggire a piedi, prima di essere abbattuto", ha spiegato Brandet. Non si può esclude che avesse dei complici.

Parigi, sparatoria sugli Champs Elysées: l'Arco di Trionfo blindato

Killer noto ai servizi segreti. L'uomo sarebbe noto all'intelligence francese come indivudo radicalizzato, contrassegnato con la lettera "S". Prima di essere a sua volta eliminato, aveva scritto sull'applicazione di messagistica Telegram di voler uccidere degli agenti di polizia. Il portavoce del
ministero dell'Interno non ha invece voluto fornire elementi sul killer: "L'identità dell'aggressore - ha detto - non è stata stabilita in maniera chiara, le informazioni che circolano non sono verificate".

Parigi, sparatoria sugli Champs Elysées: le prime immagini dopo l'attacco

Il clima in Francia. In Francia domenica si svolgerà il primo turno delle elezioni presidenziali. Il 30 novembre 2016 la città è stata teatro del più sanguinoso attentato della storia francese: un commando del gruppo Stato islamico (Is) massacrò 130 persone colpendo in modo coordinato diversi punti della città, dallo Stade de France al locale Bataclan.

Attacco Champs Elysées, Ginori: "Potrebbe cambiare l'esito delle presidenziali"